Una delle innovazioni più importanti riguarda le malattie delle valvole cardiache. Quando una valvola si restringe o non si chiude correttamente, il cuore deve lavorare con maggiore fatica. Se il problema diventa grave, possono comparire affanno, stanchezza, ridotta tolleranza allo sforzo e, nei casi più avanzati, scompenso cardiaco.
La TAVI, acronimo di Transcatheter Aortic Valve Implantation, permette di sostituire una valvola aortica malata introducendo una nuova protesi attraverso un catetere, generalmente passando dall’arteria femorale. La protesi viene posizionata all’interno della valvola originaria, senza ricorrere alla tradizionale apertura chirurgica del torace.
Per molti pazienti con stenosi aortica severa, questa tecnica rappresenta ormai una possibilità terapeutica consolidata. Tuttavia, non è automaticamente la soluzione migliore per tutti: età, anatomia, condizioni generali, aspettativa di vita e possibilità di ulteriori interventi devono entrare nella decisione.
Le linee guida europee ESC/EACTS del 2025 hanno aggiornato i criteri di scelta tra TAVI e chirurgia, prevedendo la TAVI anche per pazienti di almeno 70 anni con valvola aortica tricuspide e anatomia adatta, dopo valutazione individuale. Nei pazienti più giovani, in particolare quando si prevede una lunga durata di vita o esistono caratteristiche anatomiche complesse, la chirurgia conserva un ruolo fondamentale.

