La Lp(a) è un fattore di rischio cardiovascolare in gran parte determinato geneticamente e poco modificabile con le terapie tradizionali.
La novità è che stanno arrivando farmaci progettati specificamente per spegnere la produzione di Lp(a) nel fegato.
Uno dei più interessanti è lepodisiran, un piccolo RNA interferente (siRNA). Nei dati di fase 2 ha mantenuto la Lp(a) ridotta di circa 94–95% per periodi molto lunghi dopo la somministrazione. È ora in uno studio di outcome di fase 3, ACCLAIM-Lp(a), con circa 17.300 partecipanti e completamento primario previsto nel 2029.
Altri concorrenti importanti sono olpasiran, pelacarsen e muvalaplin. Il punto cruciale sarà dimostrare che abbassare la Lp(a) riduce realmente infarti e ictus, non soltanto il valore del sangue.
Perché è importante: potrebbe diventare una nuova categoria di prevenzione cardiovascolare per milioni di persone con Lp(a) elevata.

