🫁 Saturimetria
La saturimetria, o pulsossimetria, è un esame non invasivo e indolore che permette di misurare la saturazione periferica di ossigeno nel sangue (SpO₂) e la frequenza cardiaca.
🔹 Come si esegue?
Si utilizza un piccolo dispositivo chiamato pulsossimetro, generalmente applicato:
- al dito della mano;
- occasionalmente al lobo dell’orecchio o ad altre sedi.
Il dispositivo utilizza la luce per stimare la quantità di ossigeno legata all’emoglobina.
📊 Cosa misura?
SpO₂ → percentuale di emoglobina legata all’ossigeno.
In un adulto sano a livello del mare, valori intorno al 95–100% sono generalmente considerati normali.
Indicativamente:
- 95–100% → generalmente nella norma;
- 92–94% → valore da interpretare in base alla situazione clinica;
- < 92% → può indicare ipossiemia e richiede valutazione clinica, soprattutto se il valore è nuovo o associato a sintomi.
⚠️ Gli intervalli possono essere diversi in alcune persone, per esempio in chi presenta BPCO o vive ad alta quota. Il valore deve quindi essere interpretato insieme ai sintomi e alla situazione clinica.
🔹 Quando viene utilizzata?
È utile per valutare l’ossigenazione in caso di:
- dispnea;
- polmonite;
- BPCO;
- asma;
- insufficienza respiratoria;
- durante e dopo alcune procedure mediche;
- monitoraggio di pazienti con malattie respiratorie.
⚠️ Cosa può alterare la misurazione?
Il risultato può essere poco affidabile in presenza di:
- mani fredde;
- movimento;
- smalto o unghie artificiali;
- scarsa perfusione periferica;
- sensore posizionato male.
Inoltre, la saturimetria non misura la CO₂ e non sostituisce l’emogasanalisi arteriosa (EGA) quando è necessario valutare in modo completo gli scambi gassosi.
