Le droghe possono avere effetti importanti sul sistema cardiovascolare, soprattutto perché modificano frequenza cardiaca, pressione arteriosa, tono dei vasi sanguigni e ritmo cardiaco.
Principali effetti cardiovascolari
| Sostanza | Effetti cardiovascolari principali |
|---|---|
| Cocaina | Tachicardia, ipertensione, vasocostrizione coronarica, aritmie, ischemia e infarto miocardico |
| Amfetamine / metamfetamina | Aumento di frequenza cardiaca e pressione, vasocostrizione, aritmie, cardiomiopatia e possibile infarto |
| MDMA (ecstasy) | Tachicardia e ipertensione; nei casi gravi aritmie e complicanze cardiovascolari associate all’ipertermia |
| Oppioidi (eroina, fentanyl ecc.) | Possono causare bradicardia e ipotensione; l’overdose provoca soprattutto depressione respiratoria e ipossia, con conseguenze cardiovascolari secondarie |
| Cannabis | Spesso aumento iniziale della frequenza cardiaca; può provocare variazioni della pressione e, più raramente, aritmie o ischemia, soprattutto in soggetti predisposti |
| LSD e altri allucinogeni | Possibile aumento di frequenza cardiaca e pressione, generalmente legato alla stimolazione simpatica e all’ansia |
Un meccanismo importante è l’iperattivazione del sistema nervoso simpatico. Sostanze stimolanti come cocaina e amfetamine aumentano catecolamine come adrenalina e noradrenalina, provocando:
↑ frequenza cardiaca + ↑ pressione + vasocostrizione → ↑ richiesta di ossigeno del cuore
Contemporaneamente, la vasocostrizione può ridurre l’apporto di sangue al miocardio. Questa combinazione può favorire ischemia, infarto e aritmie.
La cocaina, inoltre, può alterare direttamente l’attività elettrica delle cellule cardiache, aumentando il rischio di disturbi del ritmo.
Effetti acuti vs cronici
- Acuti: tachicardia, ipertensione/ipotensione, vasospasmo, aritmie, ischemia, infarto e, in alcuni casi, arresto cardiaco.
- Cronici: ipertensione, aterosclerosi accelerata, cardiomiopatie, aritmie e deterioramento della funzione cardiaca.
Cosa fare dopo una disintossicazione da sostanze
I controlli dipendono dalla droga utilizzata, dalla durata dell’uso e dalle eventuali complicanze. Se ti riferisci in particolare agli effetti cardiovascolari, in genere si valuta:
- Pressione arteriosa e frequenza cardiaca
- ECG per individuare aritmie o alterazioni della conduzione
- Ecocardiogramma se c’è stata una lunga esposizione a stimolanti, sintomi cardiaci o anomalie all’ECG
- Esami del sangue, secondo il caso: elettroliti, funzione renale ed epatica, glicemia/lipidi; troponina se c’è sospetto di danno cardiaco
- Valutazione di dolore toracico, palpitazioni, dispnea, sincope o ridotta tolleranza allo sforzo
- Controllo nel tempo di eventuali ipertensione, cardiomiopatia o aritmie.
Per sostanze stimolanti come cocaina e amfetamine, è particolarmente importante non considerare conclusa la valutazione semplicemente perché l’uso è stato interrotto: alcune alterazioni cardiovascolari possono persistere.
