dopo il COVID-19 sono stati osservati problemi respiratori persistenti in una parte dei pazienti, anche a distanza di mesi o anni. Non significa però che chiunque abbia avuto il COVID debba sottoporsi periodicamente a controlli dei polmoni.
L’OMS stima che circa il 10–20% delle persone infettate sviluppi una condizione post-COVID (long COVID), tra i cui sintomi possono esserci fiato corto, tosse persistente e dolore toracico.
Quindi è consigliabile fare controlli periodici?
È opportuno parlarne con il medico se dopo l’infezione hai avuto o hai ancora:
- affanno, soprattutto durante lo sforzo;
- tosse che non passa;
- riduzione della capacità di fare attività fisica;
- dolore o senso di oppressione al torace;
- saturazione dell’ossigeno insolitamente bassa;
- un peggioramento della respirazione rispetto a prima.
Le linee guida raccomandano che gli esami siano scelti in base ai sintomi e alla storia clinica, anziché eseguiti sistematicamente a tutti. Per esempio, una radiografia del torace viene considerata quando persistono sintomi respiratori e c’è indicazione clinica; inoltre, una radiografia normale non esclude completamente una patologia polmonare.
Se invece hai avuto un COVID molto importante, sei stato ricoverato, hai avuto polmonite o continui ad avere problemi respiratori, ha più senso una valutazione medica mirata, eventualmente con spirometria, radiografia/TAC o altri esami secondo il caso.
